Consiglio regionale ligure, respinta la proroga delle graduatorie: via libera a 12 atti tra sanità, sicurezza e territorio
01/04/2026
La seduta del Consiglio regionale della Liguria del 31 marzo ha consegnato un quadro politico articolato, nel quale si sono intrecciati temi che vanno dal lavoro alla sanità, dalla sicurezza ai servizi territoriali, fino al sostegno alle comunità locali. Il dato più rilevante sul piano politico è la bocciatura della proposta di legge relativa alla proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici regionali, un passaggio che ha segnato con nettezza la divisione tra maggioranza e opposizione. Accanto a questo voto, l’Assemblea ha approvato dodici tra mozioni e ordini del giorno, confermando una giornata d’aula particolarmente densa sul piano dei contenuti.
La proposta di legge numero 87, che puntava a prorogare le graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato della Regione, degli enti strumentali e delle aziende del Servizio sanitario regionale, è stata respinta con 12 voti favorevoli, espressi dalla minoranza di centrosinistra, e 17 contrari. Si tratta di una decisione che ha un peso politico evidente, perché interviene su un tema sensibile come quello del reclutamento nel settore pubblico e della gestione delle risorse umane all’interno dell’amministrazione regionale e del sistema sanitario.
Dodici provvedimenti approvati tra sanità, welfare e innovazione
Nel prosieguo dei lavori, il Consiglio ha invece trovato convergenze ampie su una serie di atti, molti dei quali approvati all’unanimità. Tra questi figurano la mozione sull’attuazione delle nuove disposizioni europee a tutela dei lavoratori contro l’amianto e quella sul progetto pilota di screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica, due provvedimenti che toccano ambiti diversi ma accomunati da un forte rilievo sanitario e sociale.
Sempre all’unanimità sono passati anche l’ordine del giorno sul sostegno agli anziani proprietari di animali d’affezione, quello sull’introduzione dell’euro digitale, il documento sui problemi dei pascoli montani, l’atto per rendere gratuiti i farmaci di profilassi della scabbia e, infine, quello che chiede di riattivare il corso di Ingegneria gestionale al Campus universitario di Savona. Il voto unanime su questioni così diverse restituisce l’immagine di un’aula che, pur attraversata da contrapposizioni politiche, riesce ancora a trovare punti di sintesi su temi considerati di interesse generale.
Le votazioni divise su sicurezza, territorio e rappresentanza
Non sono mancati, tuttavia, i passaggi segnati da schieramenti più compatti e da un confronto politico più netto. L’ordine del giorno sulle associazioni Pro Loco è stato approvato con 23 voti favorevoli e un astenuto, mentre quello sul supporto ai cittadini residenti nel quartiere Foce di Genova ha ottenuto il via libera con 17 voti favorevoli della maggioranza di centrodestra contro 12 contrari.
Con una dinamica simile è passato anche l’ordine del giorno volto a rafforzare le misure di sicurezza e la riconoscibilità delle persone nei luoghi pubblici, approvato con 16 voti favorevoli e 10 contrari. Maggioranza favorevole e opposizione meno compatta, invece, per il documento sulla revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, votato con 15 sì e 9 astensioni. All’unanimità è stato infine approvato anche l’ordine del giorno relativo all’adozione del Building information modeling (Bim) per il personale dedicato alle stazioni uniche appaltanti regionali, segnale di attenzione verso l’innovazione nei processi amministrativi e negli appalti pubblici.
I documenti respinti e i temi rimasti aperti
La seduta ha visto anche la bocciatura di tre ordini del giorno presentati dalla minoranza. Non hanno superato il vaglio dell’aula il documento sul rilancio delle aree industriali dell’ex centrale Enel della Spezia, respinto con 9 voti favorevoli e 15 contrari, quello sull’articolazione stabile e strutturata del nuovo organismo per la parità, fermato da 10 voti favorevoli e 14 contrari, e l’atto relativo alla creazione di un Centro geriatrico di eccellenza nel presidio di Genova in via Bonghi, che ha raccolto 10 sì contro 15 no.
Il quadro che emerge dalla giornata del 31 marzo è quello di un’assemblea capace di produrre atti condivisi su numerosi fronti, ma anche di marcare con decisione le linee di separazione politica quando entrano in gioco temi più strutturali o simbolicamente rilevanti. La bocciatura della proposta di legge sulle graduatorie e il respingimento di alcuni documenti della minoranza confermano che, accanto alle convergenze su singoli obiettivi, resta saldo il confronto tra visioni diverse sul ruolo della Regione, sulle priorità amministrative e sugli strumenti con cui intervenire nei settori più delicati della vita pubblica ligure.