Genova, alla Fiumara nasce l’Ambulatorio Transculturale: cure pediatriche senza barriere
19/03/2026
Nel cuore della Casa della Comunità Fiumara prende forma un servizio che intercetta un bisogno sempre più evidente: garantire accesso alle cure anche a chi incontra ostacoli linguistici e culturali. È stato attivato il primo ambulatorio transculturale, promosso dal Consultorio dell’ASL3 Genovese, pensato per accompagnare le famiglie straniere nei primi mesi di vita dei loro bambini.
L’iniziativa si rivolge in particolare ai nuclei con figli da 0 a 12 mesi, offrendo visite pediatriche e supporto psicologico in un contesto che tiene conto delle differenze culturali e delle fragilità sociali.
Un servizio costruito sull’inclusione
La caratteristica distintiva dell’ambulatorio è la presenza stabile di mediatori culturali multilingue, in grado di facilitare la comunicazione tra operatori sanitari e famiglie. Tra le lingue disponibili figurano arabo, bengalese, wolof/francese e albanese, una scelta che riflette la composizione sempre più eterogenea della popolazione.
L’obiettivo non è soltanto tradurre, ma interpretare bisogni, abitudini e contesti culturali diversi, creando un clima di fiducia che consenta un accesso più efficace ai servizi sanitari. In un sistema pubblico, questo approccio assume un valore strategico: riduce le disuguaglianze e migliora la qualità dell’assistenza.
Una risposta a una realtà in trasformazione
A Genova, la presenza di bambini nati da genitori stranieri rappresenta una componente significativa, arrivando in alcuni casi a costituire una quota molto elevata dei nuovi nati. Nei consultori, il confronto con famiglie di origine diversa è ormai quotidiano e richiede strumenti adeguati.
L’ambulatorio transculturale nasce proprio per rispondere a questa trasformazione, offrendo uno spazio di cura che non si limita all’aspetto clinico, ma integra ascolto, accompagnamento e sostegno psicologico. Un modello che riconosce la complessità delle situazioni familiari e prova a intervenire in modo più completo.
Accesso al servizio e contatti
Il servizio è attivo presso il primo piano della struttura, stanza 33. Le famiglie interessate possono prenotare scrivendo all’indirizzo email dedicato o contattando i numeri telefonici attivi il lunedì e il venerdì nella fascia mattutina.
Il progetto è coordinato dalla dottoressa Paola Sarni, referente per la branca pediatrica, insieme al pediatra Francesco Mori, a conferma di un’organizzazione che mette al centro competenze specialistiche e lavoro di équipe.
Articolo Precedente
San Giuseppe, tra affetti e responsabilità: il valore di essere padre oggi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to